(Totem Cat Records) Non potevano scegliere un titolo migliore per l’album gli statunitensi Black Pyramid, considerando sia la durata titanica del disco, sia perché sono passati ben undici anni dalla loro ultima fatica “Adversarial”. Tanta attesa è ben ripagata da questi otto nuovi brani, tra i migliori usciti in ambito stoner/doom negli ultimi anni, a partire dall’opener “Bile, Blame And Blasphemy”, introdotta da una chitarra spaziale e psichedelica, che precede l’entrata di una sezione ritmica pesante come un maglio scagliato in testa, per un viaggio sonoro di oltre dodici minuti, accompagnati dalla voce potente ed epica di Andy Beresky. Un ottimo inizio, a dimostrazione che i Black Pyramid sono tornati in forma smagliante, come conferma “The Crypt On The Borderlands”, aperta da un un basso distorto seguito da un riff massiccio, monolitico e sulfureo sul quale si inseriscono brevi ma efficaci melodie. “Astral Suicide” è uno strumentale dove la psichedelia imperversa, concedendo un attimo di pace dopo tanta pesantezza, che torna in tutto il suo splendore su “Take Us To The Threshold”, brano dove la corposità di fondo acquisisce un certo dinamismo, grazie ad inaspettate e furiose accelerazioni. La title track è una suite divisa in tre parti: la prima è breve, spaziale, psichedelica e strumentale, atta ad introdurre la seconda parte, costruita su un riff portante monolitico, dal quale si dipanano varie divagazioni che vanno poi nuovamente a confluire nel riff stesso. La terza parte è cosmica, dilatata, una sorta di lunghissima jam session dove il livello psichedelico sale nuovamente in cattedra. “The Quantum Phoenix” parte lenta e tetra, per poi avventurarsi in territori prog cari ai Mastodon, senza rinunciare alla devastante potenza sprigionata. Un album colossale, sia per durata e pesantezza, ma soprattutto per qualità dei pezzi, decisamente sopra la media rispetto alle uscite stoner/doom degli ultimi anni.
(Matteo Piotto) Voto: 9/10