(Valfrid Musik) Mi stupisce e mi riempie di gioia constatare come, un genere musicale con più di quarant’anni sulle spalle, riesca ancora ad attrarre ed affascinare i giovanissimi. Il genere in questione è il thrash metal, il quale, in barba al tempo che passa, continua a mietere nuovi proseliti, come i Bloodstain, quattro ragazzini svedesi che durante la registrazione del loro debutto “I Am Death”, tre di essi avevano appena diciassette anni. I sei brani qui proposti pescano a piene mani dal bay area sound degli inizi, quello fortemente influenzato dal metal classico e che ha dato i natali a band come Metallica, Megadeth e primi Testament. La title track apre le danze con una ritmica marziale che sfocia in un mid tempo su cui si staglia la voce di Linus Lindin, sufficientemente aggressiva ma con un piglio melodico ed espressivo notevole, e con una timbrica deliziosamente simile a quella di un giovane Dave Mustaine, per un brano che ricalca molto i primissimi Metallica soprattutto in fase solista. “Betray And Behold” è sicuramente il pezzo più tecnico e maturo del platter e che si rifà totalmente ai Testament di “The New Order”, così come la strumentale “Homicidal Lunacy”, molto simile a “Hypnosis”, sempre tratta dal secondo album della band proveniente da Oakland. “Bloodstains” è violenta, veloce ed aggressiva nelle strofe, con un bel rallentamento nel bridge ed un assolo che diventa il momento clou del brano. Una linea di basso martellante doppiato da un’armonizzazione di chitarre apre “Black Swan”, brano che soddisfa la mia curiosità su come avrebbero suonato i primi Metallica se avessero avuto Mustaine alla voce. Un EP che vuole essere un omaggio al thrash delle origini, suonato da una band sorprendentemente preparata, tenendo conto della giovane età e che, crescendo e maturando uno stile più personale, saprà regalarci grandi soddisfazioni.
(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10