(Avantgarde Music) L’oscurità e la desolazione dell’artista danese Nortt apparentemente necessita di molto tempo per diventare sufficientemente intensa, tanto fitta e concentrata da rivelarsi incontenibile, straripante, bisognosa di un’espressione artistica immediata… ovvero di un nuovo album; tempo, infatti, il tempo sembra tiranno: era dal 2017, quando uscì “Endeligt” (recensione qui), che regnava il silenzio… un silenzio che precedentemente era durato anche un decennio. Ma ora è tempo di un nuovo capitolo, di una nuova negazione della luce per il predominio di tenebre profonde, una nuova proclamazione dell’oscurità, di un senso di oppressione micidiale, di malinconia ai massimi livelli spinta da una disperazione irreversibile, verso l’assenza di qualsivoglia speranza, in un turbinio di atmosfere lugubri e funeree, quelle di un doom alimentato dal dolore più lacerante tipico del depressive black metal. Otto brani lenti, artisticamente immensi, sentimentalmente deviati; tre quarti d’ora di suoni destabilizzanti, di melodie sinistre canalizzate verso i più ignoti abissi. Ancora una volta un seducente dipinto fatto da violente pennellate nere come la notte, pregne di rassegnazione come l’ultimo respiro di un morente. Tristezza ed assenza di speranza innalzati a sublime forma d’arte.
(Luca Zakk) Voto: 8/10