(Signal Rex) È uscito il giorno di san Valentino questo poco amorevole debutto lacerate, a cavallo tra il black ancestrale, il death d’un tempo e, perché no, certe impostazioni sonore care ai Mysticum! Con un titolo che significa “Ovunque la volontà del Diavolo”,diventa subito palese che il disco non lascia nulla all’immaginazione e la opener ,“The Martyr’s Gaze”, rivela subito una purezza creativa antica, lontana da influenze e impostazioni costruite in tutti questi anni di metallo estremo: mid tempo irresistibili, riffing violento e lacerante, spunti di melodia ed arpeggi sempre incisivi e provocanti. La consistente “The Rope Around the Neck of Ataraxia”, rivela qualche dettaglio in più: i riff primitivi, le linee vocali palesemente diaboliche, lasciano trapelare idee melodiche tutt’altro che scontate, mentre “Poisonous Blade of Kindness” è più ignorante, più devastante: l’abuso illegale del tremolo applicato per intensificare verso dimensioni black una progressione di accordi appartenenti al vecchio death metal. Il titolo lo anticipa, ma “Violence, Divine” è puro annichilimento, “ … of Sinister Essence” esalta davvero quell’aura sinistra, alternando blast beat letali a momenti teatrali, oltre a pure parentesi melodiche nelle quali la chitarra solista offre un punti di vista sicuramente non tanto comune ai generi più tirati, il tuto prima della conclusiva “Piercing the Eye with Devilish Poison”, una tracia che preferisce tempi moderati e crudele malvagità, a riff forsennati capaci di una violenza meno puntuale ed incisiva. Un’altra entità che tuona dalla fervida scena Portoghese: un black tanto ortodosso quanti ricercato, tanto privo di pietà, quanto curato nei dettagli e nei risvolti rimici o melodici, diluito in brani mai banali e decisamente consistenti per quanto riguarda il minutaggio. Il duo, che si era fatto notare cinque anni fa con un EP, finalmente mette assieme tutti i pezzi del puzzle, dando vita ad un vero album alimentato da purissimo odio e da pregiatissima blasfemia!

(Luca Zakk) Voto: 8/10