(autoprodotto / Asso District Prod) Credo siano francesi, perché vengono da un posto chiamato La Rochelle, non inventano assolutamente nulla e non fanno altro che versare secchiate di polvere da sparo su un ammasso di metallo già bello rovente! Stoner, stoner grezzo, stoner sporco, desertico, alcolico, rauco… uno stoner suonato e cantato tra una sigaretta e l’altra, spesso anche durante, con quel fumo, quella nicotina che avvolge gli accordi, che rende più aspri e ruvidi i riff e la cadenza ritmica, accentuando la disinvoltura quasi antipatica con la quale questi sette brani vengono partoriti dolorosamente. Ma dopo tutto è solo rock’n’roll, giusto? “50 Foot Women”, che porta la memoria al film del 1958… espone il lato ruvido… il piede che calpesta piuttosto che il seno prosperoso. Quasi irresponsabile e lasciva “Never Break”, un pezzo dove da qualche parte ci senti i ZZ Top, veloce e irriverente “Room 330”… e ti viene da chiedere che cazzo possa succedere in quella stanza! “Tumble Weed” ti mette voglia di fumare roba buona, “Turn Around” è grezza (come le altre, a dire il vero), “Mint Julep” cerca pure di esagerare in termini melodici… per poi lasciarsi trascinare da riff privi di pietà, e tutto questo prima della conclusiva “No More”, un pezzo che sa elargire oscurità intensa. Volete stoner puro, purissimo, quasi prezioso, raro e totalmente indipendente da qualsivoglia trend? Allora andate ‘più in fondo’, “Deeper”, laggiù dove i Walnut Grove DC avranno il piacere di accompagnarvi!

(Luca Zakk) Voto: 8/10