(Indie Recordings) Ma cosa hanno fatto? Così strano, così eccentrico, così eclettico da far letteralmente rinascere i Windir! I Vreid tornano, dopo 5 anni dall’ottimo precedente “Wild North West”, e tornano più ispirati ed esplosivi che mai! Che disco, questo “The Skies Turn Black”! Immedesimatevi in un promoter impegnato nell’organizzazione di un festival. (altro…)
(Selfmadegod Records) Il death metal espresso in maniera cinicamente brutale è manifestato in questo nuovo album degli Anasarca. La formazione tedesca è nata negli anni ’90, con ormai il solo Michael Dormann, voce e chitarra, ancora presente dopo che (altro…)
(Avantgarde Music) Continua il percorso dell’etichetta italiana impegnata nel dare nuova vita alla discografia dei Nest, l’arte intensa e neofolk del mastermind finlandese Aslak Tolonen. (altro…)
(Steamhammer) Tommy Victor e i suoi Prong pubblicano il terzo live in carriera, dei quali il primo, intitolato “100% Live”, è di ventiquattro anni fa. “Live And Uncleansed” consta di quattordici pezzi, undici per la versione vinile, registrati in diversi posti dell’Europa durante il tour dell’estate scorsa. La (altro…)
(Karisma Records) Ljungblut, progetto solista che oggi si è ampliato fino a diventare una band, ruota comunque attorno a Kim Ljung e ai suoi viaggi. (altro…)
(Century Media Records) La ristampa del catalogo Edge Of Sanity nonché dei Nightingale, due band con al microfono Dan Swanö, passa anche per l’unico lavoro solista del cantante ma anche polistrumentista, tecnico del suono, produttore. Pubblicato originariamente (altro…)
(UNFD) Originari di Birmingham, quella in Alabama, gli Erra mostrano lucida e volitiva capacità di stile dopo diciassette anni di carriera. Gli statunitensi con il nuovo album “Silence Outlives The Earth”, presentano un buon prodotto metalcore, definito con molti (altro…)
(Inverse Records) Negli ultimi anni, il connubio tra due generi apparentemente distanti come thrash e prog è stato più volte sdoganato; basti pensare ai Dream Theater, i quali si divertono spesso e volentieri a citare in maniera per nulla velata i primi Metallica, con riff che rendono taluni brani decisamente heavy e accattivanti. (altro…)
(Reigning Phoenix Music) A due anni da un album e in procinto di pensare al prossimo, i Leaves’ Eyes piazzano sul mercato un EP e forse anche per suggellare la fuoriuscita dalla AFM e il conseguente ingresso in Reigning Phoenix Music. “Song Of Darkness” è un buon (altro…)
(Hells Headbangers Records) Nuovo EP per Evil Damn, formazione peruviana che ho avuto modo di ascoltare dodici anni fa, in occasione di un altro EP intitolato “Black Effigy”, dopo il quale avevano finora pubblicato un solo full length nel 2021 dal titolo “Necronomicon”. (altro…)
(Echozone) C’è una definizione attorno alla musica dei Lords Of Salem la quale recita più o meno “i Mötley Crüe che incontrano Rob Zombie – dal quale hanno probabilmente preso il loro nome – o Danzig”. Dell’hard rock e il rock and roll in generale c’è un fondo nella (altro…)
(Subsound Records) Sono in circolazione da vent’anni (anche di più, se consideriamo le precedenti incarnazioni). Sono arrivati al quarto album e il loro genere strumentale è ormai praticamente indefinibile: doom? Stoner? Space rock? Prog? Post metal? Forse tutti questi generi mescolati assieme con l’aggiunta qualcosa in più. (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Che band strana i belgi Possession. Esistono da un bel po’ di tempo, da circa quindici anni: hanno in saccoccia una manciata di EP e split… ma solo un altro album, uscito ben nove anni fa. Eppure la loro fiamma continua a bruciare, intensa e gelida, tanto che questo “The Mother of Darkness” conferma la loro fama di adoratori di forze demoniache che si nascondono nei boschi della loro terra, sempre assetati di sangue rubato ai corpi delle anime innocenti. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Rob Zombie è un personaggio poliedrico: è cantante, musicista, regista cinematografico, produttore e altro ancora. Robert Bartleh Cummings, il suo vero nome, tra White Zombie e come solista, nonché colonne sonore e remix, ha pubblicato tanti album, ma (altro…)
(Heavy Psych Sounds) Sono una forte espressione dello stoner in versione psichedelica e spaziale, questa band di Varsavia, ampiamente nota ai conoscitori del genere e giunta al quinto album in carriera. “V” offre sei pezzi, intro compresa, per quaranta minuti (altro…)
(Apollon Records) Ci sono due cose che amo di questa release: la release stessa, diavolo che figata… e la confusione della cartella stampa. Quest’ultima recita cose (sbagliate) quali: “la rock band norvegese torna con il secondo disco”, dove “norvegese” e “secondo disco” sono le uniche cose giuste… e “…basandosi sui punti di forza del loro album di debutto e spingendo il sound in una direzione più diretta e accessibile”. Rock band? (altro…)
(InsideOut Music) L’ultimo album in studio dei Dream Theater è “Parasomnia”, uscito l’anno scorso e, apparentemente, la band americana non solo ama andarsene in giro a suonare un po’ ovunque… ma anche registrare queste performance per poi distribuirle, ricordando a tutti quale immenso show sonoro sia in grado di mettere in scena anche dopo circa quarant’anni di (onorata) carriera. (altro…)
(Antiq Label) Sono passati quattro anni da una pubblicazione di Vide, era infatti il 2022 quando Hylgaryss con il suddetto progetto pubblicò tre EP nell’arco di pochi mesi. Dopo quello che è stato un album suddiviso in tre uscite, ora arriva il primo full length per il tastierista (altro…)
(InsideOut Music / Sony Music) A cinque anni da “Innocence & Danger”, Neal Morse e combriccola (ovvero, oltre a Neal, i signori Mike Portnoy, Eric Gillette, Bill Hubauer e Randy George) tornano con un nuovo monumentale album, “L.I.F.T.”, un concept che narra la storia di un individuo che vuole essere di più, che desidera far parte di qualcosa di troppo grande, fuori dalla sua portata… verso il mondo, un’ipotesi di connessione, la rottura, la sofferenza… il ritorno, una nuova connessione. (altro…)
(Avantgarde Music) Instancabili i russi Olhava, duo ormai attivo da un decennio, firmatario di ben sette dischi, questo compreso. Siamo in ambito blackgaze, black metal atmosferico, sognante, tanto dannato quanto desideroso di qualcosa di più grande, più promettente, più avvolgente. (altro…)
(Metal Blade Records) Dopo due album con la Season Of Mist (QUI e QUI recensiti) i Necrofier si accasano alla Metal Blade per la pubblicazione del terzo album “Transcend into Oblivion”. UN lavoro che ci restituisce una band fermamente invischiata nel proprio blackened (altro…)
(Dusktone) Tiziano Colella è un artigiano di atmosfere, siano esse sognanti, vaste o intense. Marlugubre è un progetto personale e questa volta si manifesta con una novità rivelatasi determinante. “Per Amor Nymphae” è il terzo album in carriera e si addentra nel mito (altro…)
(DragonForged Records) La storia del metal insegna che il terzo disco è per molte band l’album della svolta, della maturità artistica: quello in cui le influenze palesate agli esordi sono meno evidenti man mano che cresce la personalità di un gruppo. (altro…)
(Wild Kingdom Records) Credeteci o no, ma gli svedesi Glorious Bankrobbers sono in giro da una vita, dalla metà degli anni ’80, tra le prime band in patria a puntare sullo sleaze rock con il loro disco omonimo del 1984 e il successico “Dynamite Sex Doze” del 1989. (altro…)
(Century Media / Sony Music) Nonostante siano attivi da circa cinque anni, bisogna dire che gli Stabbing ne hanno già fatta di strada; nel giro di un EP e di un album di debutto, la formazione statunitense è già diventata una punta di diamante della scena brutal death mondiale, attirando anche l’attenzione della Century Media, che non ci ha pensato due volte a metterla nel proprio roster. (altro…)
(Massacre Records) Terzo album per gli svizzeri Defaced, che a dieci anni di distanza dal precedente “Forging The Sactuary” si presentano ora con una formazione quasi completamente cambiata, con l’ingresso di Thomas Gertsch alla voce, Matze Schiemann alla chitarra e il bassista Michael Gertsh ad unire le forze con il leader, chitarrista e vocalist Marco Kessi, mentre gli ex membri Simon Egli e Romano Galli sono passati dietro le quinte, provvedendo a produzione e mixaggio. (altro…)
(Black Metal Archives) 2011, Philadelphia in Pennsylvania, un gruppo di musicisti dalla personalità artistica su di giri, formano una band denominata Necrosexual. Un nome che potrebbe attirare sia curiosità, quanto un disinteresse immediato e senza passare (altro…)
(Dusktone) L’epopea medievale dei Gladium Regis presenta il secondo album, un concept nel quale elementi epici si agganciano a temi esoterici, pagani, poetici e con elementi fantasy. “Quest” vede un avanzamento della band verso una sorta di symphonic che in (altro…)
(Pulverised Records) Il tipico e primordiale death metal svedese, campeggia con sostanza e padronanza in questo esordio degli degli Hating Life. Il nome della band che in realtà è un duo, richiama proprio un omonimo pezzo dei Grave, simbolo di (altro…)
(Apollon Records Prog) Il titolo un po’ suggerisce che questo sia il settimo disco di questa band di Tønsberg, lassù in Norvegia: sette dischi tutti pubblicati dalla Apollon Records Prog… praticamente un patto di sangue che dura da tempo. Prog, dunque, ma non certo il solito prog prevedibile, super tecnico: no, i Laughing Stock sono più teatrali, molto narrativi e capaci di riservare sorprese tutt’altro che tipiche per il genere. (altro…)
(Blood Fire Death) Secondo album per i galiziani Unchosen Ones, a tre anni di distanza dal convincente debutto “Sorrow Turns To Dust”, ottimo esempio di quel power metal melodico che ha avuto verso la fine degli anni ’90 il suo momento di massimo splendore. (altro…)
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Secondo disco per questa band francese, che concentra la sua attenzione sulla storia delle miniere di carbone della loro zona, il nord della Francia, tanto che il moniker pare fosse il nome dei bambini che un tempo venivano mandati a lavorare in questi siti. (altro…)
(Is it Jazz? Records) Tra tutti i dischi pubblicati da questa etichetta, figlia della Dark Essence/Karisma, forse questo è quello che meglio risponde alla domanda: è jazz? Diavolo, sì. Lo è. Lo è eccome! (altro…)
(Silver Lining Music) Basta il singolo e il video di “Rockin’ Horse” per ricordare a tutti quanto fico sia l’esplosivo Michael Monroe! Dodicesimo disco in studio per questo rocker eccentrico, un tempo frontman dei mitici Hanoi Rocks: a 64 anni rifiuta di invecchiare, non molla, non cala il ritmo e questo “Outerstellar” conferma ancora una volta che Mr. Matti Antero Kristian Fagerholm sa esattamente come diavolo va suonato il rock’n’roll! Eccoli questi dodici brani schietti e irresistibili: dopo la già citata opener, “Shinola” è un pugno in faccia, ma con un groove micidiale e quella progressione di accordi verso il refrain che è un esempio monumentale di canzone che spacca! “Black Cadillac” è deliziosamente acida, vigorosamente incalzante, favolosamente scazzata, mentre “When the Apocalypse Comes” offre un rock melodico, un po’ sognante, un po’ malinconico. Pulsazioni meravigliose con “Painless”, un brano energetico ma dolce, coinvolgente ma oscuro. È decisamente punk “Newtro Bombs”, rock un po’ moderno e un po’ classico con “Disconnected”; le sonorità si fanno molto ribelli con quello sfogo intitolato “Precious”. Scorrevole e trascinante “Pushin’ Me Back”, rock un po’ southern e favolosamente classico con “Glitter & Dust”, rock graffiante e da cantare a squarciagola con “Rode To Ruin”, intima e ricca di passione la conclusiva “One More Sunrise”. Brani brillanti, arrangiati in modo sublime, con quel sassofono che a volte emerge (sublime nel brano che chiude il disco!) ricordando a tutti che Michael Monroe non è solo un superlativo frontman con una voce iconica. Un album da ascoltare a tutto volume, con l’acceleratore a tavoletta, godendo, sognando, esigendo, cavalcando quel cavallo imbizzarrito che solitamente chiamiamo vita!
(Season of Mist: Underground Activists) Il progetto Bizarrekult creato dal siberiano Roman V. – da quindici anni trasferitosi in Norvegia – a oggi segna probabilmente il suo apice creativo con il terzo album “Alt Som Finnes”. Un lavoro che risulta evocativo, intenso (altro…)