AD FINEM OMNIA – “Senectus Viae”
(Purity Through Fire) Pablo Vera, multistrumentista e cantante cileno, autore e membro dei Sol Sistere, oltre che in passato parte di altre realtà, ha messo in piedi gli Ad Finem Omnia circa sei anni fa e (altro…)
(Purity Through Fire) Pablo Vera, multistrumentista e cantante cileno, autore e membro dei Sol Sistere, oltre che in passato parte di altre realtà, ha messo in piedi gli Ad Finem Omnia circa sei anni fa e (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Un esordio della durata di circa una decina di minuti, sufficienti a mostrare questa collisione tra black e death metal con principi noise. Sia nei suoni quanto nelle (altro…)
(autoproduzione) Il crossover è stato uno dei generi centrali nel metal, tale da segnare svolte stilistiche importanti. Uno stile che oggi non trova molti affezionati, come lo sono invece gli Indeed You Are. Gli abruzzesi sfornano un lavoro piacevole, nel (altro…)
(I, Voidhanger Records) Evocative e pesanti atmosfere sovrastano i pezzi di “Searing Blood”, il quarto album dei Lorn. La formazione black metal di Bolzano, in realtà un progetto di Radok che ha reclutato per l’occasione (altro…)
(Debemur Morti Productions) Il paganesimo, l’occultismo, lo gnosticismo, la filosofia e ogni arcano possibile si materializzano ancora una volta in un album degli Inferno. La black metal band della Repubblica Ceca ha registrato “The Anthropic Sophisms (On the Heights of Despair)”, avvolgendolo di (altro…)
(Rock Of Angels Records) Il power metal è ancora ben rappresentato da una pletora di band che propongono gli schemi classici del genere. L’abilità di alcune consiste nel manifestarne tanto la fierezza quanto la potente melodicità. I bavaresi (altro…)
(Ripple Music) “Drömfeber” è l’album di debutto degli Svindel che si cimentano con pulizia e trasporto in sonorità care al rock degli anni ’60 e ’70. Vige dunque un indebitamento col blues e il jazz, con venature (altro…)
(AOP Records) Il silenzio che avvolge una band per diversi anni può rivelarsi il viatico verso un’esplosione di gloria. Proprio come la quiete che annuncia la tempesta. Nel 2019 i Finsterforst pubblicano il quinto album “Zerfall”, poi solo un EP a rompere quella quiete, che finalmente si esaurisce oggi con “Still”. Dall’iniziale “Obduktion” ci si imbatte immediatamente in un muro di epica gloriosa. La (altro…)
(Comatose Music) Cinque balordi assassini dopo un paio di promo, si sono cimentati in quello che è l’album d’esordio “Spawned In Viscera”. Fieri assertori del brutal death metal che lo hanno confezionato però in condizioni approssimative. “Spawned In Viscera” prevede una batteria in cui il rullante suona come (altro…)
(Chien Noir) Tutto ciò che scorre nell’album “Feeding the Void’s Luster” è un ipnotico post metal con sfumature sludge, dalle luci basse e un’atmosfera fosca e forse poco rassicurante. I Ddent con i loro strumenti generano suoni gonfi, tesi a espandersi e (altro…)
(Century Media Records) Nel 2024, quando i Blood Incantation pubblicarono l’album “Absolute Elsewhere”, in un filmato nel quale ne raccontavano la realizzazione vi era una colonna sonora creata appositamente per (altro…)
(Heavy Psych Sounds) Gli Alunah di Birmingham in questo split presentano il primo materiale con alla voce la cantante Daisy Savage. La Savage è entrata nella band alla fine del 2024 e tenendo un buon ritmo di concerti con la band. Gli (altro…)

(Personal Records) “Dreaming” è il quarto disco della one man band brasiliana capitanata dal polistrumentista Maicon Ristow, il quale si fa aiutare da Wendel Siota, autore dei testi dei brani. Un disco solenne: musicalmente Litosth non è perfettamente inquadrabile, anche se la collocazione più vicina è quella del black metal melodico, con qualche influenza sinfonica che sta proprio alla base di questo incedere maestoso e austero. (altro…)

(Caligari Records) C’è una sorta di lucida follia all’interno di “Autogeddon”, secondo demo dei londinesi Äxe; ci vuole infatti una buona dose di follia, oppure una grande consapevolezza nei propri mezzi, per concepire un mix di sonorità completamente eterogeneo e al tempo stesso profondamente legato alla vecchia scuola, riuscendo a non sfociare nella cacofonia e a sfornare qualcosa di fresco e, a suo modo, innovativo. (altro…)

(Fireflash Records) Bella mazzata questo quinto album dei redivivi Ruthless dalla California! LA band esiste da una vita, dal 1983, con la successiva pubblicazione di “Discipline of Steel” nel 1986, un disco che all’epoca era puro heavy metal, molto prima delle suddivisioni tra heavy, power, doom e thrash. (altro…)
(Ipecac Recordings) Il 14 febbraio 2025, in poco meno di 600 copie in vinile, i Melvins e i Napalm Death hanno pubblicato questo scontro-incontro con la Amphetamine Reptile Records. Quest’anno il progetto tra le due band, che sono state (altro…)
(Terror From Hell Records) Esordio discografico per gli italiani Eternal Mourn con questo EP contenente tre brani, per un totale di poco più di venti minuti di musica, più che sufficienti per constatare di quale pasta sia fatta questa formazione proveniente dal Comasco. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Come accade a qualsiasi band hardcore, dopo trentotto anni di carriera può capitare che non si presenti alcuna novità.Vige la cementificazione di uno stile, quanto una filosofia nel suonare che si consolida e questo è il caso dei Madball. Dopo trentotto anni la (altro…)

(Prophecy Productions) Quarto album per questa formazione bielorussa capitanata dalla misteriosa Nokt (Katsiaryna Mankevich), il secondo in casa Prophecy Productions, label che seppe vedere oltre pubblicando il precedente “The Land under the Black Wings: Blood (Зямля Пад Чорнымі Крыламі: Кроў)”, intuendo le grandi capacità di questa band originaria di Minsk ma ormai rilocata in Polonia, non per scelta ma, apparentemente, per ragioni politiche, in quanto sembra che il regime di Lukashenko (primo e unico presidente della Bielorussia, noto anche come l’ultimo dittatore d’Europa) faccia di tutto per censurare e reprimere la loro arte. (altro…)
(Comatose Music) I Cranial Osteotomy sono una slam-brutal death metal band russa che nel 2011 esordì con l’album “Victim of Wicked Sickness” (ascoltabile QUI). Da allora qualche demo e poi un lungo silenzio. Riemergono oggi con la statunitense Comatose, sigillo di garanzia in fatto di slam, brutal, deathgore e sanguinamenti vari. Sin da subito si vuole esprimere un parere freddo su questo lavoro che, per (altro…)
(Frontiers Music) Zinny Zan, voce, e Harry Cody, chitarra, dei gloriosi Shotgun Messiah, pubblicano questo delizioso album prodotto da Chris Laney (Pretty Maids e altri). “Beautiful ‘N Damned” porta con sé un hard rock dalle molte sfumature. Per esempio, già (altro…)

(Meuse Music Records) Quarto album per i Doomcult, formazione proveniente dai Paesi Bassi ma, musicalmente, con il cuore in Inghilterra; il loro doom/death metal pesca infatti a piene mani dai cosiddetti “Peaceville Three”, ossia Anathema, My Dying Bride e Paradise Lost, o almeno così è stato fino al precedente lavoro “Failure Of Life”. (altro…)

(Frontiers Music) Mentre negli USA (e solo laggiù, dannazione) parte il The Return of the Carnival of Sins Tour con Mötley Crüe, Extreme e Tesla, questi ultimi ci deliziano con un album di cover diretto, ispirato e favolosamente sincero, un godibilissimo omaggio alle influenze, dal richiamo nostalgico, che hanno alimentato la vita e la voglia di scoprire il rock’n’roll dei membri originali della band californiana che, guarda caso, iniziò davvero come cover band tanti anni fa, suonando nei club… prima di scrivere i propri pezzi e raggiungere lo stardom, vendendo milioni di dischi e conquistando più volte dischi d’oro e di platino. (altro…)

(Dark Essence Records) Hoest è inarrestabile. Trent’anni di carriera. Nono album… un sacco di cose da dire, cose nuove, pur mantenendo uno stile tradizionale che non si discosta da quel black metal nordico che esprime una deviante purezza. (altro…)
(Ripple Music) La band dell’Idaho Ealdor Bealu ha già un bagaglio di attività alle spalle. Autori di uno stoner-heavy psych, la formazione prevede due chitarre, batteria e una bassista che è anche la voce principale. In realtà Rylie Collingwood è aiutata al microfono da Carson Russell e Travis Abbott, i due chitarristi. Si apre così un discorso su “Graves of the Silent Plain”, che prevede un parco (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Quando “Unholy Barbaric Hymns” inizia con l’opener “Emblazoned Upon Ebony Winds”, si ha subito l’idea che i Diabolic Oath siano degli allievi dei Bestial Warlust! C’è lo stesso atteggiamento serrato, “ottuso”, cioè testardo, nel suonare come (altro…)
(Octopus Rising) Un lavoro intimista per con suoni comunque pesanti e anche ruvidi. Il concetto musicale inseguito da Alice Ronzini e Johan Sebenne è il doom reso in maniera monolitica, al contempo riflessivo e malinconico. Gli Aetere puntellano questo doom con (altro…)

(Dying Victims Productions) Senza pace, senza riposo i progsters norvegesi Jordsjø! Dopo vari dischi con la Karisma Records (e pure con la Apollon, tanto per restare nello stesso edificio), ecco che tornano con un nuovo album e una nuova label, tanto per ricordare a tutti che loro le regole non le seguono affatto. (altro…)

(Abstract Emotions) Recentemente mi è capitato spesso di constatare quanto, a volte, le descrizioni allegate agli album che recensisco possano essere in qualche modo fuorvianti; per questo motivo tendo a dare un paio di ascolti all’album in questione prima di informarmi sulla storia del gruppo, sulla realizzazione dell’album e via dicendo. (altro…)

(Fireflash Records) Metallers vecchio stile dalla Svezia, formatisi agli inizi degli anni ’90 ma attivi solo dal 2015, quando debuttarono con la metal opera “The Pendulum”, alla quale fece seguito “Black Feathers on their Graves” cinque anni dopo, nel 2020. (altro…)
(Time To Kill Records) Enrico Giannone da tempo voleva dare continuità, anzi un concreto ritorno in vita agli Undertakers. L’ultimo album era del 2004; da allora sono usciti alcuni episodi discografici ma, in definitiva, è “Global Dominion” il punto dal quale la band ripartirà con costanza, si spera. Gli Undertakers (altro…)
(Dusktone) Andreas Wærholm pubblica la terza opera del suo progetto Urkraft. Il norvegese si lancia in un atmospheric black metal dai tratti volutamente caotici, con evocative melodie che richiamano i primi Arcturus, i Covenant e gli Ulver. Il sound è un po’ soffocato (altro…)
(earMUSIC) Che i Deep Purple facessero sul serio con il nuovo album “Splat!” si era capito già dal singolo “Arrogant Boy”. In quella canzone vi è di tutto: le sonorità dei Deep Purple e scorci di un rock tipico degli anni ’70, i fondamentali riff di chitarra e organo, un (altro…)
(Scarlet Records) Gli esordi dei Moonlight Haze coincidono con un’epoca nella quale il symphonic metal, il symphonic power metal e il symphonic gothic avevano già dato il loro meglio. A oggi la band italiana è giunta a un livello non inferiore a quello di tante altre (altro…)
(ATMF) Prodotto recente del black metal ucraino, i Vintregal affondano le proprie radici tematiche nella natura, nei paesaggi e nelle tradizioni ancestrali. L’EP d’esordio, il cui titolo tradotto è ‘verso l’ultima alba’, si apre al black metal con buone venature melodiche e parti (altro…)