GOHOLOR – “Locus Damnatorum”

(Personal Records) Interessante full-length di debutto per gli slovacchi Goholor, davvero abili nel trovare il giusto compromesso tra brutale efferatezza esecutiva e musicalità, riuscendo a sciorinare riff travolgenti, taglienti e devastanti, eppure dannatamente catchy, cosa riuscita ai Morbid Angel nei primi due album, quando militava ancora il mai troppo sottovalutato Richard Brunelle, oppure a formazioni come Necrophobic e Sacramentum, nonché, per restare oltre l’ex Cortina di Ferro, ai polacchi Vader e Behemoth. (altro…)

(autoproduzione)
(Godz Ov War Productions) Hanno registrato a Siena con Alessandro Guasconi al Virus Studio i Necromorbid e Arthur Rizk, multistrumentista, produttore e tecnico del suono che ha lavorato per esempio con i fratelli Cavalera, ha masterizzato poi il tutto. Il terzo 
(Pulverised Records) Due componenti su tre dei Barishi si sono incamminati in questa nuova avventura chiamata Ordh. Il batterista Dylan Blake e il chitarrista Graham Brooks hanno pensato di irrobustire il loro suonare, passando appunto dallo stile prog
(AOP Records) Esordiscono insieme il cantante Arneriach di Hail Spirit Noir, Marche Funébre e altri, e il polistrumentista Lykormas di Hemelbestormer, Rituals Of The Dead Hand e altre band ancora. Attraverso il black metal rivisto in una sua versione melodica
(Unorthodox Emanations) Secondo album per i varesotti Devoid Of Thought, a distanza di cinque anni dal convincente debutto “Outer World Graves”;
(Osmose Productions) Venti anni sono il lasso di tempo trascorso per avere un nuovo album dei Bewitched. Il tempo passa e in maniera inesorabile, però gli svedesi si sono tenuti attivi calcando i palchi e non solo quelli europei. La band nella quale alcuni componenti
(Xtreem Music) I torinesi Ural sono la prova vivente di come sia possibile evolvere in maniera esponenziale il proprio stile rimanendo al contempo legati a doppio filo alle proprie origini; giunta al quarto full length, la formazione piemontese si ripresenta con nove trascinanti pezzi di crossover thrash tipicamente East Coast, con richiami evidenti ad Anthrax e Nuclear Assault, tra accelerazioni, gang chorus e parti mosh, e con qualche rimando anche alla Bay Area, come nel caso di “Rat In A Cage”, stilisticamente affine agli Exodus.
(Totem Cat Records) Sin dall’iniziale “Bledow” si percepisce l’atmosfera che aleggia in “Meaningless Monuments”, ovvero un paesaggio sonoro dai confini illimitati e impercepibili. Occult Hand Order propongono un post rock affiancato dal doom, attraverso
(Prophecy Productions) Ágnes Tóth et Mihály Szabó presentano un nuovo album, l’ottavo dal 2003, nel quale il duo amplia generosamente il proprio folk di base. Voce e tastiere la Tóth, chitarrista, bassista e voce
(Battlesk’RS Productions) Ho un debole per il black metal francese, un sottogenere del metal che si differenzia spesso in maniera marcata, insieme a quello greco, rispetto alla versione scandinava e statunitense.
(Heavy Psych Sounds) In attività dal 2010 e con una nutrita discografia, gli scozzesi The Cosmic Dead sono l’espressione di uno space rock di pregiata fattura. Le loro sonorità acide e cosmiche risplendono ancora una volta in questo nuovo album in studio. Una band è in piena
(BDB Studios) Brett Minnie, chitarra e voce, e Pauline Silver, batteria e percussioni, hanno consegnato cinque pezzi nelle mani di Lucifer X, cioè David Fox della band industrial/anti-pop/noise St. Lucifer. Un gesto volto a ridisegnare atmosfere e aspetti dei pezzi, per un remix che
(Darkness Shall Rise) Dopo un paio di singoli apripista, Micke Jansson pubblica il debut album di questo suo nuovo progetto che si affianca a quelli di Contempt Of The Light e non solo. Lui è il cantante degli Unanimated e si cimenta con il black metal attraverso una sua 


(Road To Masochist) Il gruppo londinese Warren Schoenbright pubblica un interessante EP, nel quale dark ambient, noise, post industrial, coesistono in maniera soddisfacente e per arrivare infine a un equilibrio sonoro intrigante. Basso, sintetizzatori, elettronica, percussioni, sono
(Season Of Mist) Dura da qualche anno il sodalizio tra la band del fondatore inglese Justin Greaves e l’etichetta francese Season Of Mist. Il collettivo britannico ha registrato dodici pezzi e per i quali ognuno prevede un numero diverso di esecutori. Consci di uno stile che mischia
(Blues Funeral Recordings) Una forza della natura gli Abrams di Denver nel Colorado. Sei album in tredici anni e ora con “Loon” lucidano il proprio stile, il quale però non ha un solo punto fisso. Abrams hanno palesano suoni forti, d’impatto, con una batteria che pulsa 

(Massacre Records) Prosegue con ammirevole coerenza il cammino discografico dei tedeschi Godsnake, giunti ora al terzo album, il quale riassume alla perfezione tutte le caratteristiche dei precedenti lavori “

(Comatose Music) L’iconografia dei Crème Flesh, come le copertine e in particolare il logo dei canadesi, potrebbe indurre a credere che siano la tipica band porno-grind. Anche lo stesso nome che gioca sull’assonanza della seconda parola tra ‘fresca’ e ‘carne’, induce a 


(Purity Through Fire) Favn, norvegese impegnato con Thorns Of Ruins, Sincera, attivo con il progetto Ildfar da tempo immemore, con il quarto album in carriera intitolato “Der ligger et land”, si dimostra un fedele alfiere del black metal. Lo stile di Favn prevede brani
(Ripple Music / Majestic Mountain Records) Un album arioso e potente, melodico, deciso, perfetta coesistenza tra hard rock, blues, southern rock e infine un tocco in stile west coast, con il fuzz che cuce ogni elemento. I Masheena si ripresentano, dopo un album
(Cruz Del Sur Music) Capovolgere tutto! Questo è forse lo slogan che potrebbe riassumere “Mondo Tomorrow”, il settimo album dei The Neptune Power Federation. In fin dei conti per degli australiani uno slogan del genere è la normalità! Ironia a parte, questa